Un principio che mi ha sempre affascinato del mondo accademico è che la conoscenza è per tutti. Che si tratti di lezioni universitarie, di ricerche o di lavori, tutto è sotto l’insegna che il sapere è sempre accessibile. Per esempio, le Università sono aperte al pubblico e chiunque può assistere alle lezioni senza necessariamente essere iscritto, i professori e i ricercatori producono articoli, dispense e libri, che quasi sempre rendono fruibili agli studenti e a chi è semplicemente interessato.
Questa mentalità è subito acquisita dagli studenti, tra loro è normale aiutarsi nello studio, condividendo esperienze e materiale didattico, procedendo insieme nella carriera universitaria in una forma che potremo definire di apprendimento collettivo.

Agli inizi degli anni 2000, l’impiego di internet come strumento di lavoro è entrato nella quotidianità ed ha catalizzato enormemente questo scambio di conoscenza, come dimostra l’enorme materiale di studio che oggi è liberamente fruibile nella rete. Per chi ha voglia e sete di conoscenza, c’è la possibilità di trovare il necessario per l’autoapprendimento, dai classici PDF ai tutorial su YouTube.
Un vero cambio di paradigma rispetto ad una volta, quando il sapere era per chi poteva permetterselo, banalmente anche accedere ad un testo significava spendere dei soldi per comprarne il libro, mentre oggi è incredibile come ci siano corsi online aperti e di massa, con un desiderio generale da parte di tanti di confrontarsi sui social network e di sviluppare nuove competenze.
La scelta di aprire il sito di MP Investit è figlia di questi tempi moderni. Con questo spirito, oggi vorrei condividere con chiunque abbia piacere uno dei miei primi strumenti di analisi finanziaria che ho realizzato. Prima di procedere, vorrei brevemente raccontarne la genesi.
In una fase intermedia della mia “carriera” da investitore, ho utilizzato intensivamente Pro Real Time e marginalmente Visual Trader, delle ottime piattaforme di analisi tecnica, adatte sia per attività di base come la visualizzazione delle serie temporali sia per usi più avanzati per la creazione e la valutazione di Trading System, in grado di accedere ad una miriade di strumenti finanziari, elaborare decine di indicatori e oscillatori, per poi interfacciarsi con i nostri broker per inoltrare gli ordini.
Purtroppo queste piattaforme non sono adatte per un investitore in quanto difficilmente permettono di combinare più strumenti all’interno di un Trading System e di valutare le caratteristiche di un portafoglio, in particolare per chi sperimenta ed è alla ricerca di nuove idee. Ci sono servizi ben fatti e perfino gratuiti che aiutano nella simulazione di portafogli, come justETF, Portfolio Visualizer e BackTest Curvo, fino ad arrivare alle piattaforme professionali come “Invest Studio” di QTLab, ma tutte queste non mi soddisfacevano a pieno, perché non avevo quella libertà di intervenire e personalizzare a piacimento il software per adattarlo alle mie specifiche esigenze.
Non sono il solo ad avere questa necessità, recentemente mi è capitato di parlare con un trader di lungo corso che si è trovato nella mia stessa condizione, di dover passare a sistemi aperti / open source perché la società che gestisce la piattaforma che usava da anni ha smesso di sviluppare nuove funzionalità.
Così nel 2019 iniziai a lavorare ad un foglio elettronico che assolvesse il compito di simulare e analizzare un portafogli statico, un lavoro forse mai finito perché con il tempo ho sempre aggiunto nuove funzionalità e ogni volta che lo uso mi capita di inserire piccole personalizzazioni. La primissima versione di questo file Excel la usai per mettere a punto il mio primo portafoglio mai creato, Europe United, di cui ho dedicato un articolo Progetta, Analizza, Verifica, con tanto di codice VBA che cerca una soluzione ottimale al variare delle quote delle classi di investimento.
Quello che presento qui è una versione base del foglio elettronico, pronta all’uso e adatta ad un ampio pubblico. Gli esempi e le immagini seguenti faranno riferimento a MS Excel, a mio avviso il più indicato per versatilità di impiego, ma nulla vieta di usare altri software di successo come Google Sheet e LibreOffice Calc. Non ho la pretesa e l’obiettivo di creare una guida sull’utilizzo di MS Excel, perciò chiedo di perdonarmi se vi richiederò una certa confidenza con un foglio elettronico e le sue principali formule.
Il foglio elettronico PFT statico
I portafogli con strategia statica sono quelli che mi hanno sempre maggiormente interessato, perché hanno un buon equilibrio tra i risultati e l’impiego richiesto per gestirli. La strategia che propongo nel mio file “PFT Statico” è semplice:
- Utilizzo di un massimo 4 strumenti.
- Investimento iniziale di 10°000€ in un’unica soluzione (PIC).
- sempre investito, con pesi fissi e senza effetto leva.
- ribilanciamento del portafoglio, nel primo giorno di ogni anno ricalcola le quote degli strumenti per riportarle ai pesi iniziali.
Ho scelto di creare questo programma in formato Excel anche se ha il “difetto” di avere un codice proprietario, invece che optare su scelte open source, ma in questo modo non abbiamo limiti e possiamo sfruttare tutte le funzionalità che il prodotto di casa Microsoft fornisce per l’analisi dati. Il file è disponibile qui di seguito e liberamente scaricabile:
Per poter utilizzare il file fin da subito, ho lasciato al suo interno delle serie storiche che sono rappresentative delle quattro canoniche classi di investimento:
- Titoli di Stato zona Euro, con scadenze comprese tra 1 e 3 anni (Liquidità)
- Titoli di Stato zona Euro, con scadenze comprese tra 7 e 10 anni (Obbligazioni lunga scadenza)
- STOXX Europe 600 (azionario)
- Oro fisico (Materie prime)
Il focus di questi quattro indici è volutamente europeo per avere una maggiore familiarità con il mercato che è diventato a tutti gli effetti domestico, ho preferito STOXX Europe ad un classico EuroStoxx per comprendere anche l’azionario svizzero e inglese. Le serie storiche le ho recuperate dal sito della iShares per i primi tre e dalla WisdowTree per l’ultimo, sono tutti ad accumulo dei proventi e soprattutto hanno una profondità che arriva fino a gennaio 2007, condizioni perfette per eseguire simulazioni che abbracciano diverse fasi di mercato, sia rialziste come quelle del 2012-2015 e del 2019, sia ribassiste come il biennio 2007-2009 (crisi dei mutui subprime), sia di forte volatilità come nel 2020 (COVID).
Il foglio elettronico è in grado di ribilanciarsi in automatico, nel primo giorno di ogni anno ricalcola le quote degli strumenti per riportarle ai pesi originali. È una funzionalità che ritengo importante e che sono riuscito a implementarla in modo efficiente, in questo modo non ci sono problemi di allontanarsi dai pesi di portafoglio al trascorrere del tempo.

Il file “PFT Statico” si compone di due schede, la prima si chiama “Dati” e possiamo considerarla come se fosse il movimento all’interno di un orologio, dove sono presenti tutti gli organi meccanici che trasformano le serie storiche in metriche e grafici utili per le nostre valutazioni. Non mi soffermo molto su questa scheda, per la maggior parte si può considerare come una scatola nera che lavora dietro le quinte, però faccio notare che le prime cinque colonne, da A a E, riportano le serie storiche dei quattro strumenti che ho scelto per comporre il portafoglio. Nel caso che vogliate cambiare le serie storiche, queste sono le colonne da modificare.
La seconda scheda è quella che sarà usata abitualmente, chiamata “Analisi”. È composta da quattro tabelle e da un grafico. Vediamole:
- la prima tabella è quella posizionata in alto a sinistra (indicata con la lettera A nella figura 1) è quella che riporta i dati salienti del nostro portafoglio. Nella prima riga sono riportate le quote dei quattro strumenti che compongono il portafoglio, mentre nelle righe successive troviamo il rendimento annualizzato, la volatilità annualizzata, il massimo drawdown, i rapporti rendimento / massimo drawdown e rendimento / rischio. Le colonne sono relative ai quattro strumenti che compongono il portafoglio, al portafoglio senza e con ribilanciamento.
- La figura indicata con la lettera B è la equity line, con un valore di partenza di 10°000€. Le linee riportano i due casi di portafoglio, con e senza ribilanciamento.
- La tabella C permette di verificare la consistenza nel tempo dei risultati, prendendo tutto l’arco temporale simulato, lo divide in dieci intervalli di pari lunghezza e per ognuna ne calcola le stesse metriche viste nella tabella A.
- La tabella D riporta le correlazioni delle classi di investimento.
- Nella tabella E ci sono statistiche aggiuntive: Beta è il coefficiente che misura il comportamento dello strumento, se è basso lo strumento avrà una volatilità minore rispetto al portafoglio, se è alto sarà maggiore. R2 indica quanto è affidabile la stima di Beta, più è vicino al 100% e più il coefficiente Beta è statisticamente rilevante.
Il suo funzionamento è relativamente semplice, una volta che si sono impostate le serie storiche nella scheda “Dati” è sufficiente impostare le quote delle classi di investimento nelle celle C3:F3 e lasciare che il foglio elettronico faccia il resto, calcolando tutte le metriche che ci sono nella scheda “Analisi”.
PTF statico in azione
Le quattro serie storiche che ho inserito nel file sono stati scelti per realizzare un Permanent Portfolio. Per chi non lo conoscesse, questo è uno dei portafogli “Lazy” più famosi, che ha dimostrato la sua resilienza in molte fasi di mercato, sapendo cogliere i rendimenti di lungo periodo con una volatilità mai eccessiva. Nella sua versione originale, è pensato per un pubblico statunitense, con investimenti nel loro mercato nazionale, però non è difficile declinarlo ad una realtà europea con risultati altrettanto validi, grazie al buon livello di decorrelazione che fissa una buona base di lavoro.
| Bond 3Y | Bond 10Y | SXXR | Gold | |
| Bond 3Y | 100% | 43% | 1% | 6% |
| Bond 10Y | 100% | -24% | 10% | |
| SXXR | 100% | 1% | ||
| Gold | 100% |
Il rendimento medio annuo si attesta su 4.8% con una volatilità del 6.5%. Forse il dato più interessante è quello legato alla consistenza dei risultati, come mostrato nella figura 2. Qui sono riportati i rendimenti intermedi del periodo preso in esame dalla simulazione, come calcolati nella tabella C (vedi figura 1).

Un buon portafoglio costruisce le proprie performance su tutto l’arco temporale e non solo su una sola parte. Nel percorso di analisi di un portafoglio, potremo incappare in una particolare combinazione di parametri che nasconderebbero una insidia pericolosa. Se calcolassimo il rendimento e la volatilità sull’intero arco temporale della serie storica, potremo trovare dei risultati interessanti, ma se facendo più attenzione e se si scoprisse che i nostri parametri lavorano in maniera perfetta solo in periodo mentre in tutti gli altri i risultati sono mediocri, il risultato complessivo sarebbe fortemente influenzato da quel singolo intervallo fortunato.
Questo pericolo si condensa con una sola parola, temuta da ogni analista: overfitting. Un istogramma come quello rappresentato in figura 2 permette di cogliere subito eventuali anomalie. Per nostro sollievo Permanent Portfolio Europeo ha una buona regolarità e nei 10 periodi temporali ha sempre portato rendimenti positivi.
Un altro portafoglio molto usato dagli investitori e che io uso molto come riferimento, è il 60-40. La sua composizione prevede di usare due soli strumenti, uno azionario ed uno obbligazionario, con un rapporto di rispettivamente del 60% e 40%. Anche questo portafoglio è nato negli Stati Uniti e prevede l’uso di due ETF con sottostante S&P500 e i T-Bond, ma la sua forma europea è altrettanto valida.

In figura 3 possiamo vedere la sua equity line, con un risultato positivo ma pagato a caro prezzo, con Drawdown che sono arrivati anche al 30%. Le due linee riportano il caso con bilanciamento annuale e nel caso senza, in questa occasione si vede come riportare le quote ai suoi pesi originali sia benefico.
Approfondimenti
Le serie storiche sono importanti e sono dei beni di un certo valore che non è sempre semplice disporne gratuitamente. Se volete approfondire l’argomento, consiglio questo mio articolo, Serie Storiche: la cartografia per i Trading Systems, che fornisce anche degli spunti interessanti per ottenerle e usufruirne.
Per chi di voi considera il foglio elettronico un limite alla propria creatività tecnico-scientifica, il salto verso un linguaggio di programmazione di qualità è quello che ci vuole. Il mio articolo Programmare un Trading System con Python ha un taglio molto pratico e permette di iniziare in pochi minuti e senza costi.
Realizzare un programma informatico che analizzi un nostro portafoglio di investimento non è un obiettivo irraggiungibile e gli strumenti da utilizzare non sono necessariamente quelli più complessi. Ne parlo in modo più approfondito in questo articolo l software di guida dei nostri investimenti, utilizzando un parallelismo con le missioni spaziali.
Nel file, come metrica per calcolare il rendimento utilizzo il rendimento logaritmico, per le sue proprietà di linearità quando c’è la necessità di modificare le scale temporali. Ho dedicato un articolo sui differenti tipi di rendimenti, Un investimento, tanti rendimenti.
Chiusura
Per concludere questo articolo, vorrei usare le parole di Luca Boiardi, alias The Crypto Gateway:
“Le menti più brillanti vogliono programmare e sviluppare su un sistema aperto, perché c’è più pane per i loro denti, c’è più voglia di fare, partecipazione della community e di solito i risultati sono migliori. Questo porta in ultima analisi ad una crescita più veloce.”
Luca Boiardi è una di quelle tante persone che incarnano lo spirito di condivisione della conoscenza, nel suo canale YouTube si occupa di Finanza Innovativa, Blockchain e Criptovalute, facendo della divulgazione l’obiettivo primario. Vi lascio il link a quello che considero il suo manifesto Come diventare RICCHI e LIBERI (per davvero!) in 4 STEP.
Questo è anche il motivo che ho volutamente lasciato il file “PTF Statico” aperto, in modo che chi fosse interessato può aggiungere nuovi componenti o semplicemente inserire altre serie storiche per simulare nuovi Lazy Portfolio, favorendo la crescita della consapevolezza finanziaria di tutti.
Nel prossimo articolo vedremo un’altra applicazione pratica del file “PTF Statico” per ricreare forse il più famoso tra i portafogli a strategia statica, All Weather di Ray Dalio, ma soprattutto vedremo cosa si cela dietro l’approccio Risk Parity.
Intanto vi saluto e vi ringrazio per il vostro tempo!
Buoni investimenti!
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