Alla Scoperta dell’Asimmetria negli Investimenti (Parte I)

Nel corpo umano come in finanza, la vera efficienza nasce dall’asimmetria. Una strategia in opzioni è capace di rivoluzionare la gestione del rischio, costruendo un portafoglio resiliente. Vediamo come implementarla utilizzando un ETF “Put Write”

(In copertina: foto di terski: https://pixabay.com/it/photos/la-farfalla-farfalla-tagliacapelli-8062144/)

L’articolo, ricco di approfondimenti teorici e pratici, sarà presentato in due parti per offrire una trattazione completa e più facile da seguire. Nella prima parte, approfondiremo la struttura e le caratteristiche dell’ETF UIQ4 e del suo indice sottostante “Euro Equity Defensive Put Write Index”. Nella seconda parte, invece, vedremo come utilizzarlo operativamente all’interno di un portafoglio di ETF.

Premessa dell’autore

Il presente articolo nasce con l’esclusivo obiettivo di presentare le caratteristiche di uno strumento finanziario quotato sui mercati regolamentati, fornendo idee e spunti di riflessione che ogni lettore potrà elaborare autonomamente. Non costituisce in alcun modo una raccomandazione di acquisto o sollecitazione all’investimento. La citazione di specifici emittenti e prodotti finanziari è frutto di una libera scelta editoriale dell’autore, in totale assenza di conflitti di interesse.

L’Illusione della Simmetria

La simmetria è una proprietà primordiale. La ricolleghiamo istintivamente alla geometria di un oggetto, alla ripetizione regolare e rassicurante di elementi visivi nello spazio. La natura stessa sembra averne fatto il suo canone estetico principale. Pensiamo a una farfalla: le sue ali mostrano una simmetria quasi perfetta, decorata con motivi e trame incredibilmente complessi che si specchiano con precisione millimetrica dal lato destro a quello sinistro.

Lo stesso corpo umano risponde a questa rigorosa estetica speculare. Se ci guardiamo allo specchio, la nostra silhouette esteriore è una ripetizione ordinata: stesso lato sinistro, stesso lato destro.

Figura 1 – La simmetria perfetta di una farfalla

Eppure, se applicata in modo assoluto, la simmetria può trasformarsi in un limite biologico.

Non è un caso che il corpo umano, macchina straordinariamente simmetrica all’esterno per ragioni di equilibrio dinamico, sia profondamente asimmetrico al suo interno. Il cuore e lo stomaco si collocano sul lato sinistro; il fegato occupa la destra; il cervello distribuisce le sue funzioni specializzate in emisferi non speculari. Questa asimmetria è una scelta consapevole di progettazione, il risultato di una sofisticazione evolutiva estrema: un layout ingegneristico che permette di ottimizzare lo spazio tridimensionale a disposizione, minimizzare il consumo di risorse e massimizzare l’efficienza complessiva dell’organismo.

Nel mondo della finanza personale e dei portafogli di investimento, la simmetria esercita un dominio quasi assoluto. La stragrande maggioranza degli strumenti che inseriamo in portafoglio, siano essi azioni singole, obbligazioni o i classici ETF passivi, risponde in modo rigidamente lineare e simmetrico ai movimenti del mercato. Se l’indice sottostante (come l’Euro Stoxx 50 o il Nasdaq 100) sale dell’1%, l’ETF sale dell’1%. Se l’indice scende del 5%, il valore del nostro investimento si contrae esattamente del 5%.

Ma esattamente come accade per il corpo umano, esiste un “lato interno” della finanza dove l’efficienza si ottiene solo rinunciando alla linearità.

Strumenti più complessi ed evoluti come le opzioni finanziarie o i certificati d’investimento nascono proprio per questo: sacrificano la simmetria per espandere lo spazio di manovra dell’investitore. Un certificato a capitale condizionatamente protetto, ad esempio, può rimanere del tutto indifferente a un calo del -15% del suo indice sottostante, offrendo un profilo di pagamento fortemente asimmetrico.

Per semplificare al massimo, potremmo dividere l’universo dei prodotti finanziari in due grandi emisferi: il mondo lineare della simmetria e il mondo non-lineare dell’asimmetria.

Se l’inserimento di strumenti asimmetrici rappresenta la naturale evoluzione biologica di un portafoglio (esattamente come gli organi asimmetrici lo sono stati per gli organismi complessi), sorge spontanea una domanda: perché tra i risparmiatori regna ancora una profonda diffidenza nei loro confronti? Perché continuiamo a preferire portafogli puramente simmetrici, pur sapendo che rinunciano a ottimizzare le proprie risorse?

La risposta è di natura cognitiva.

La simmetria soddisfa un bisogno ancestrale della mente umana: la ricerca di ordine e regolarità per allontanare lo spettro del caos. Comprendere un investimento simmetrico richiede uno sforzo cognitivo nullo: “Se il mercato sale, io guadagno; se scende, io perdo”. È una relazione trasparente, intuitiva, confortante nella sua semplicità. L’asimmetria, al contrario, introduce barriere matematiche (barriere, opzioni, rollover, volatilità implicita) che la maggior parte dei risparmiatori percepisce come una “scatola nera” indecifrabile e potenzialmente pericolosa.

Fortunatamente, non dobbiamo scegliere per forza tra la rassicurante semplicità del mondo simmetrico e la sofisticata efficienza di quello asimmetrico.

Oggi voglio presentarvi uno strumento che si dimostra un ottimo compromesso per chi desidera i benefici dell’asimmetria senza rinunciare alla semplicità operativa, alla liquidità e alla sicurezza di un tradizionale investimento in ETF UCITS, garantito dalle norme dell’Unione Europea.

Nelle prossime righe esploreremo la struttura di questo strumento, analizzeremo le sue caratteristiche, il meccanismo di come estrae il suo rendimento nei diversi scenari di mercato e vedremo, dati alla mano, come integrarlo in modo strategico all’interno di un portafoglio d’investimento.

Identikit di un Sintetico

Lo strumento protagonista della nostra analisi si chiama UBS Euro Equity Defensive Put Write SF UCITS ETF (ISIN: IE00BLDGHT92, Ticker: UIQ4), emesso da UBS Asset Management Europe.

Sotto una denominazione apparentemente criptica, si cela un ETF regolamentato UCITS. Lanciato nel 2020, l’ETF è costantemente cresciuto e ha raggiunto un patrimonio superiore a 168 milioni di Euro (dati aggiornati al 30 giugno 2026), dove i redditi generati dall’ETF sono tutti reinvestiti all’interno dell’ETF stesso.

L’ETF adotta una modalità di replica sintetica. Molti investitori guardano con sospetto i prodotti sintetici, considerandoli inutilmente complessi. Ricordiamo che questa tipologia di replica prevede che l’ETF non investa direttamente nei prodotti finanziari previsti dall’indice di riferimento, bensì effettui due tipi di investimento:

  • da un lato investe in un paniere sostitutivo, composto da titoli scelti a discrezione dall’emittente, come per esempio Azioni globali o Titoli di Stato.
  • dall’altro stipula un accordo finanziario con una controparte istituzionale (in questo caso, la sede londinese di UBS: la UBS AG London Branch).

L’accordo prevede uno scambio di performance reciproco (da qui il termine Swap), che possiamo visualizzare e riassumere in cinque passaggi:

  1. Raccolta: Gli investitori acquistano le quote dell’ETF UIQ4 sul mercato regolamentato.
  2. Garanzia: l’emittente acquista un paniere di titoli che funge da collaterale.
  3. Scambio (Andata): I rendimenti generati da questo paniere vengono girati interamente alla Controparte.
  4. Scambio (Ritorno): In cambio, la Controparte si impegna a pagare all’ETF l’esatta performance dell’indice Euro Equity Defensive Put Write.
  5. Crescita: Il rendimento ottenuto dall’indice viene reinvestito automaticamente nel fondo, accrescendo il valore della quota degli investitori.
Figura 2 – esempio di contratto swap

Questa architettura genera una triplice situazione win-win:

  • la controparte ottiene le performance di un portafoglio titoli che, se ben selezionato, garantirà buoni rendimenti.
  • l’emittente evita di negoziare direttamente in prodotti finanziari poco liquidi, di difficile accesso (pensiamo ai mercati di frontiera) o costosi.
  • noi investitori beneficiamo di una replica millimetrica dell’indice a un costo di gestione estremamente ridotto.

Il TER (Total Expense Ratio) dell’ETF è infatti di appena lo 0.21% annuo, una cifra straordinariamente competitiva per uno strumento di nicchia, che lo rende adatto per strategie di investimento di lungo periodo.

Analizzando la documentazione pubblicata periodicamente sul sito ufficiale di UBS, possiamo osservare l’esatta composizione del paniere sostitutivo. Al 31 dicembre 2025, a titolo di esempio, il portafoglio era composto al 93% da circa 200 titoli azionari di primo piano: tra questi troviamo le Big Tech statunitensi come Amazon, Apple e Microsoft, oppure le classiche Blue-Chip come ENI e Intesa Sanpaolo. I titoli sono così vari e diversificati che questo paniere è a pieno diritto un portafoglio azionario mondiale. La quota restante, pari a circa il 7%, rappresenta il valore corrente del contratto swap: un credito che l’emittente vanta nei confronti della controparte. Per adempiere alle rigide normative di tutela UCITS, questo credito viene periodicamente azzerato tramite il trasferimento di liquidità.

Unico neo è di tipo operativo: l’ETF UIQ4 non è quotato (almeno per il momento) su Borsa Italiana. Lo possiamo trovare sullo Xetra, la Borsa Valori di Francoforte a cui molte banche italiane permettono l’accesso senza particolari problemi, con costi di commissione solo leggermente più alti rispetto all’operatività su Milano.

L’indice

L’ETF UIQ4 ha come sottostante “Euro Equity Defensive Put Write Index” (ISIN DE000SL0AS77), un indice ideato da UBS stessa e gestito da Solactive AG, una società tedesca specializzata nel creare e fornire indici finanziari.

L’obiettivo di questo indice è di replicare in modo sistematico una strategia di investimento in opzioni: vendere opzioni put sull’indice Euro Stoxx 50 e reinvestire i proventi in Titoli di Stato tedeschi a breve scadenza. Senza perderci nei meandri dei contratti derivati, con il rischio di finire fuori tema e lontani dall’obiettivo del nostro articolo, ricorriamo ad un’analogia che tutti noi conosciamo fin troppo bene: l’assicurazione per l’automobile.

Immaginiamo che la strategia si comporti come una compagnia di assicurazione. La nostra strategia vende “polizze RC auto” (che corrispondono alle opzioni put) ad automobilisti che desiderano proteggersi dal rischio di incidenti stradali. In cambio, gli automobilisti pagano subito un premio assicurativo. Allo stesso modo, chi acquista opzioni put sono investitori che vogliono assicurarsi contro un eventuale calo dell’indice Euro Stoxx 50: se il mercato azionario scende, l’opzione put copre le perdite. Come nel caso delle assicurazioni auto, dove l’assicuratore guadagna dalla vendita delle polizze, la strategia incassa i premi delle opzioni put.

Questi sembrano soldi facili, ma c’è sempre un rovescio della medaglia. L’assicuratore incassa volentieri i premi assicurativi, ma spera che i suoi clienti guidino con prudenza e che non commettano incidenti, perché in caso contrario sarà l’assicuratore a metter mano al proprio portafoglio e ripagare i danni causati dai propri clienti. Allo stesso modo, la strategia spera che i mercati non crollino, per evitare di rimborsare i propri “clienti”.

Per garantirsi di non incorrere in problemi e di essere capace di pagare i rimborsi, la strategia sposta la liquidità incassata dalla vendita delle opzioni in Titoli di Stato tedeschi a brevissima scadenza (3 mesi), forse lo strumento più sicuro al mondo, che assume il ruolo di una solida cassaforte.

Nel sito ufficiale di Solactive è possibile analizzare la composizione quotidiana dell’indice “Euro Equity Defensive Put Write Index”. Se apriamo il relativo file, troviamo l’elenco delle opzioni detenute. Ad esempio, alla data del 16 luglio 2026 abbiamo:

  • Opzione con Strike Price 6125.0, scadenza 17 luglio 2026
  • Opzione con Strike Price 6025.0, scadenza 24 luglio 2026
  • Opzione con Strike Price 6200.0, scadenza 31 luglio 2026
  • Opzione con Strike Price 6075.0, scadenza 7 agosto 2026

Le quattro opzioni put condividono lo stesso sottostante (Euro Stoxx 50), la frequenza settimanale e il moltiplicatore 100. A completamento dell’indice, abbiamo l’investimento nei Titoli di Stato della liquidità che arriva dalla vendita delle Put. Ogni settimana abbiamo un’opzione put in scadenza; a questo punto la strategia vende una nuova opzione della durata di quattro settimane. Il prezzo di strike di ogni nuova opzione è fissato ad un valore inferiore del 3% rispetto alla quotazione corrente dell’Euro Stoxx 50.

Questa strategia ha dei risvolti interessanti:

  • Lo strike stabilito ad un valore inferiore del 3% è simile alla franchigia nelle polizze assicurative: per cali dell’Euro Stoxx 50 fino al 3%, le perdite sono totalmente a carico dell’investitore, mentre per le perdite superiori al 3% la parte eccedente è a carico della strategia.
  • Se l’Euro Stoxx 50 mantiene alte le proprie quotazioni, la strategia non deve pagare nessun risarcimento e può trattenere l’intero importo del premio.
  • Come ogni anno si rinnova la nostra RC auto, ogni settimana si rivende una nuova opzione put ai prezzi di mercato, così che il numero totale di opzioni sia sempre di quattro, intervallate tra loro di una settimana. Questo garantisce una buona diversificazione su più scadenze.
  • I proventi delle opzioni put sono investiti nei Titoli di Stato per un duplice scopo: accrescere il valore della liquidità e disporre del capitale in caso di risarcimento.

Per capire come si traduce tutto questo nella realtà, prendiamo come esempio il 17 luglio 2026. In questa data, l’indice Euro Stoxx 50 ha chiuso la sessione a circa 6215 punti. Il primo contratto in scadenza, aveva uno Strike Price fissato a 6125 punti. Poiché il mercato ha chiuso sopra lo strike, non si è verificato alcun sinistro, la polizza è scaduta senza valore, l’assicurato non ha richiesto rimborsi e l’intero premio incassato quattro settimane prima si è trasformato in puro profitto per l’indice, pronto per essere “accantonato” nei titoli di stato tedeschi.

Le Performance Storiche

Ora che abbiamo compreso l’architettura tecnica dell’ETF UIQ4 e il funzionamento del suo indice sottostante (Euro Equity Defensive Put Write Index), è il momento di metterlo alla prova analizzando i suoi dati storici.

Ricordiamo che l’ETF UIQ4 è stato quotato sul mercato solo nel 2020, ma la serie storica del suo indice parte dal lontano 2003. Per condurre un’analisi statisticamente significativa su più cicli di mercato, utilizzeremo i dati dell’indice piuttosto che il NAV di UIQ4: possiamo farlo in tutta sicurezza, la modalità di replica sintetica dell’ETF garantisce un tracking error estremamente piccolo rispetto all’indice.

Nella Figura 3, possiamo osservare la serie storica espressa sotto forma di rendimenti logaritmici cumulati anziché come classico grafico dei valori lineari.

Questa scelta può sembrare una sofisticazione inutile, ma nei grafici tradizionali a scala lineare, un incremento di 100 punti quando un indice si trova, per esempio, a quota 1.000 corrisponde a un guadagno reale del +10%. Quando lo stesso indice raggiunge quota 10.000, un salto in su di 100 punti rappresenta appena un +1%, ma sul grafico apparirà graficamente identico! Questa distorsione visiva, legata alla natura esponenziale del cosiddetto effetto dell’interesse composto, tende a ingigantire i movimenti recenti e a schiacciare le oscillazioni del passato.

Questo effetto è tanto amplificato quanto più è grande la finestra temporale, come nel nostro caso dove abbiamo quasi 24 anni di dati giornalieri. La scala logaritmica, invece, elimina questa distorsione visiva, trasformando le variazioni percentuali costanti in distanze visive identiche lungo tutto l’arco temporale. In questo modo, possiamo valutare e confrontare l’andamento dell’indice nel 2003 con la stessa lente che utilizziamo per il 2026.

Figura 3 – Grafico dei Rendimenti Logaritmici Cumulati

Dall’analisi qualitativa della Figura 3 emerge immediatamente una caratteristica fondamentale: una traiettoria di crescita costante e inclinata positivamente, intervallata da fasi di ribasso con una tipica struttura a “V”, dove le correzioni sono rapide e repentine seguite da recuperi altrettanto veloci.

Questa regolarità si riflette nella distribuzione dei rendimenti anno su anno illustrata nella Figura 4. Salvo tre anni, la strategia ha generato rendimenti costantemente positivi, posizionandosi per gran parte del tempo in una fascia di guadagno annuo compresa tra il +5% e il +10%.

Figura 4 – Grafico dei Rendimenti Logaritmici Cumulati su Base Annua

Guardare solo ai rendimenti sarebbe riduttivo. Per valutare la bontà di uno strumento finanziario, dobbiamo analizzarne il rischio. La Figura 5 illustra l’andamento del drawdown (la perdita percentuale dai massimi storici) registrato dall’indice nel corso degli anni.

Figura 5 – Andamento Storico del Drawdown

Il grafico mostra chiaramente una sensibilità dell’indice alle correzioni di mercato:

  • Nelle normali fasi di ritracciamento azionario, il drawdown si stabilizza regolarmente attorno al 10%.
  • Nelle grandi fasi di panico e stress sistemico, le perdite temporanee registrate possono spingersi fino a picchi del 20% o anche del 30%.

Se limitassimo la nostra analisi a queste valutazioni, la conclusione sulla qualità dell’indice Euro Equity Defensive Put Write Index sarebbe deludente. Un investitore scettico potrebbe chiedersi perché preferire l’ETF UIQ4 a un classico ETF sull’Euro Stoxx 50:

  • nel periodo compreso tra gennaio 2021 e giugno 2026, per esempio, UIQ4 ha realizzato un rendimento complessivo di circa il +50%, mentre l’indice azionario Euro Stoxx 50 ha registrato un ben più sostanzioso +108%.
  • Durante i crolli di mercato azionario, la profondità del drawdown di UIQ4 rimane marcata e paragonabile a quella di un portafoglio azionario.

La risposta a questo dubbio risiede in una metrica spesso trascurata dai risparmiatori, ma fondamentale per la tenuta psicologica dell’investitore: il tempo di recupero dei massimi. Questo misura quanto tempo un investimento rimane “sotto acqua”, ossia in perdita rispetto al suo ultimo punto di massimo, prima di rompere nuovamente le resistenze e segnare un nuovo record positivo.

La Figura 6 traccia questo valore nel tempo. Il grafico assume la classica forma a “dente di sega”: una salita lineare della linea (che conteggia i mesi trascorsi in perdita) seguita da un crollo verticale azzerato nell’esatto momento in cui i valori della serie storica segnano un nuovo massimo storico.

Figura 6 – andamento dei tempi di recupero

Ed è proprio qui che l’ETF UIQ4 mostra tutta la sua straordinaria forza asimmetrica:

  • Una crisi pesante come quella dei Mutui Subprime (2007-2008), che ha chiesto all’azionario europeo quasi un decennio per riassorbire il crollo, la strategia Put Write l’ha azzerata in appena 15 mesi.
  • La crisi del Debito Sovrano Europeo (2011-2012) è stata recuperata interamente in poco più di un anno.
  • Il crollo a seguito della pandemia da COVID-19 (2020) è stato riassorbito in meno di un anno e mezzo, senza beneficiare dell’esuberanza dei titoli tecnologici americani, di cui l’Euro Stoxx 50 è privo.

Da dove nasce questa velocità di recupero? La risposta risiede nella meccanica intrinseca della vendita di opzioni. Quando scoppia una crisi di mercato improvvisa (come la pandemia del 2020 o l’invasione dell’Ucraina nel 2022), la prima conseguenza per chi vende opzioni put è incassare perdite: le opzioni vendute scendono sotto il valore di strike e la strategia deve risarcire le controparti.

Ma contestualmente al crollo dei prezzi si verifica un altro fenomeno: l’esplosione della volatilità. Il panico fa impennare la domanda di protezioni e gli investitori sono disposti a pagare cifre maggiori per assicurare i propri portafogli.

A questo punto, la nostra “compagnia assicuratrice” inizia a vendere le nuove opzioni mensili a prezzi di premio eccezionalmente elevati. Non appena il crollo azionario rallenta, i rimborsi si arrestano mentre l’incasso di questi maxi-premi produce un flusso positivo di liquidità che riassorbe le perdite pregresse a una velocità ben superiore rispetto ad un classico ETF su indice azionario.

Per tornare alla nostra analogia della compagnia assicuratrice, immaginate un’estate colpita da tempeste e da grandinate eccezionali. L’assicuratore subisce un duro colpo per via dei risarcimenti liquidati agli automobilisti ma, finita la stagione, gli automobilisti terrorizzati corrono in massa ad assicurarsi. L’assicuratore alza le tariffe dei premi per far fronte alla nuova percezione del rischio: incasserà così flussi di cassa enormi che in pochissimi mesi non solo ripagheranno i danni estivi, ma porteranno benefici ai bilanci aziendali.

Conclusione

In questa prima parte dell’articolo sulla strategia Put Write, abbiamo visto in dettaglio il funzionamento sia dell’ETF sia del suo indice di riferimento. Nella seconda parte, invece, andremo a utilizzarlo all’interno di un portafoglio pigro.

Restate sintonizzati e buon Investing!



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