Tra i miei hobby e passioni, uno spazio è ritagliato per i mattoncini LEGO, un gioco nato per i bambini e che nel corso degli anni ha saputo mantenersi attuale. Dal mio punto di vista, il più grande successo della LEGO è stato quello di allargare il suo mercato di riferimento agli adulti, proponendo dei set di mattoncini che spaziano dai mezzi di trasporto ad opere urbanistiche, alle rievocazioni cinematografiche di Star Wars e di Harry Potter, dei veri capolavori da mostrare orgogliosamente nei nostri salotti. I social network hanno fatto il resto, comunità virtuali di quelli che sono detti AFOL (Adult Fans of LEGO) si scambiano idee e progetti personali. Provate a cercare su Google Immagini le parole chiave “Lego Space Shuttle MOC” per rendervi conto delle maestrie di alcuni AFOL! Eppure un mondo ricreato in miniatura nasce da una semplice idea: la LEGO ha fatto proprio uno dei più importanti principi dell’ingegneria, quello della modularità, dove ogni mattoncino ha una forma specifica ed è in grado di unirsi con tutti gli altri, senza apparenti limiti.

Fatta questa premessa, non dovrebbe stupire che il principio della modularità sia stato applicato anche nella finanza personale. Gli strumenti finanziari di base come le azioni e le obbligazioni sono i nostri mattoncini, i quali sono “uniti” tra loro per formare gli indici, che a loro volta noi componiamo tra loro in sotto-portafogli e in portafogli globali. Sembra tutto facile… ma non lo è! Se prendiamo una scatola di mattoncini e vogliamo costruire, per esempio, la nostra piccola Torre Eiffel, sicuramente non saremo in grado neanche di capire da dove iniziare! Qui entra in gioco il fondamentale libretto con le “istruzioni di montaggio“, che ci guida passo passo su come comporre la nostra opera. Bene, anche per assemblare il nostro portafoglio non basta avere una lista di azioni e obbligazioni, ma dobbiamo disporre anche delle istruzioni per investitori consapevoli.
L’approccio Core – Satellite
Una soluzione che ha riscosso molto successo negli ultimi anni è quello chiamato “Core – Satellite“. Nel pieno rispetto dell’approccio modulare, i mattoncini del nostro portafoglio sono inizialmente divisi in due parti:
- una sezione principale, detta Core, è costituita da titoli che sono in armonia con il mercato. Società ad ampia capitalizzazione, ETF che replicano i principali indici mondiali, obbligazioni di grandi emittenti, ricadono abitualmente all’interno di Core. L’obiettivo di Core è di ottenere un rendimento in linea con le performance dei mercati, pertanto la strategia maggiormente adottata è quella statica, limitando i ribilanciamenti a poche volte l’anno e che operi su intervalli temporali di lungo periodo per catturare i movimenti di più ampio respiro del mercato.
- una sezione secondaria, chiamata Satellite, racchiude tutti i titoli specialistici. ETF settoriali, azioni di mercati emergenti, obbligazioni ad alto rendimento, materie prime, fondi attivi: sono solo alcuni esempi di strumenti che hanno una o più caratteristiche che li contraddistingue dal mercato. L’obiettivo di Satellite è di “battere” il mercato, accettando un rischio maggiore pur di arrivare ad un extra rendimento. Le strategie dinamiche sono quelle più adatte allo scopo, lavorando su frequenze maggiori rispetto a quelle di Core.

Per una corretta gestione del rischio di portafoglio, Core occupa una dimensione maggiore rispetto a Satellite, che tendenzialmente si attesta su un 70-30%.
La filosofia di Core – Satellite ha il grande pregio di fornire le linee guida che abbiamo bisogno per scrivere le istruzioni di montaggio di un portafoglio che sia in linea con i nostri obiettivi di investimento, raggiungendo una buona diversificazione su tre livelli, cioè quella di mercato, di strategia e di orizzonte temporale. Vediamo subito di mettere in pratica quanto visto fin ora, realizzando due portafogli.
Obiettivo Rendimento e Obiettivo Rendita
Negli ultimi mesi, su questo blog ho presentato tre portafogli modello, ognuno con una propria anima, che possono rispondere a singole esigenze di investimento. Riepilogando velocemente, abbiamo:
- Globetrotter, portafoglio a strategia statica che punta a replicare i mercati mondiali;
- Sect, alla ricerca del massimo rendimento attuando una strategia rotazionale su un paniere di ETF settoriali;
- Stabilizzato, per ottenere cedole dalle obbligazioni High Yield, con una attenta gestione del rischio.
Non è difficile applicare la filosofia Core – Satellite su questi tre portafogli: se Globetrotter ha tutte le carte in regola per far parte di Core, Sect e Stabilizzato hanno il giusto grado di specializzazione richiesto da Satellite.

Nella figura 2 vediamo quello che otteniamo se li combiniamo tra loro: nel primo caso, Globetrotter assume il ruolo di Core mentre Sect quello di Satellite, creando un portafoglio che chiameremo “Obiettivo Rendimento”, mentre nel secondo caso Stabilizzato è abbinato a Globetrotter per realizzare il portafoglio “Obiettivo Rendita”. Il carattere di questi due portafogli sono ereditati dai rispettivi satelliti, “Obiettivo Rendimento” si orienta per massimizzare il rendimento mentre “Obiettivo Rendita” punta al flusso cedolare. Questi due nuovi portafogli sono in grado di rispondere a due dei più ricorrenti obiettivi degli investitori, la ricerca di rendimento e di rendita.
OBIETTIVO RENDIMENTO
La combinazione scelta per questo portafoglio è un 70% di Globetrotter e 30% per Sect. La percentuale è in linea con il principio di dare maggiore spazio alla parte Core. Se portiamo la risoluzione al livello degli ETF, troviamo che il portafoglio è composto da quattro strumenti, come elencati nella tabella seguente.
| Indice | ETF | Quote (%) |
|---|---|---|
| Global Aggregate Bond | AGGH.MI | 53 |
| MSCI ACWI | ACWIA.MI | 10 |
| Physical Gold | SGLD.MI | 7 |
| (rotazione sui settoriali) | – | 30 |
Ricordiamo che Globetrotter è formato da 3 ETF/ETC, un obbligazionario mondiale (AGGH.MI), un azionario mondiale (ACWIA.MI) e da un oro fisico (SGLD.MI), nelle proporzioni che attualmente sono rispettivamente del 75 – 15 – 10 %. Queste quote sono moltiplicate per 70% trovando così i valori scritti nella tabella. L’ETF settoriale è determinato ogni mese in base alla strategia rotazionale adottata da Sect.
Gli ETF sono tutti ad accumulo dei proventi, così da migliorare l’incremento del capitale investito. Nella figura 3 è riportata una simulazione degli ultimi quattro anni, dove la Equity Line di colore verde è quella di “Obiettivo Rendimento”, a confronto con quella di Globetrotter (rosso) e Sect (blu). Il rendimento e il rischio si attestano su valori annuali medi di circa l’8% e il 10% rispettivamente, valori che portano ad avere un orizzonte temporale di circa 4 anni.

OBIETTIVO RENDITA
Per chi è alla ricerca di una rendita che sia in grado di non intaccare il capitale, “Obiettivo Rendita” può essere la risposta. Nella tabella seguente vediamo la struttura del portafoglio, dove Stabilizzato porta in dote quattro ETF, tutti obbligazionari e con proporzioni del 80% per i due High Yield e del 20 per i Titoli di Stato.
| Indice | ETF | Quote (%) |
|---|---|---|
| Global Aggregate Bond | AGGH.MI | 45 |
| MSCI ACWI | ACWIA.MI | 9 |
| Physical Gold | SGLD.MI | 6 |
| € High Yield Corporate Bond | IHYG.MI | 16 |
| $ High Yield Corporate Bond | IHYU.MI | 16 |
| € Gov. Long Term | EM15.MI | 4 |
| $ Gov. Medium Term | US7.MI | 4 |
La proporzione tra Globetrotter e Stabilizzato è rispettivamente di 60 – 40%, più sbilanciata verso la parte Satellite rispetto a “Obiettivo Rendimento” in quanto Stabilizzato ha un carattere meno volatile di Sect e pertanto può avere un maggiore peso, a tutto vantaggio del flusso cedolare che arriva esclusivamente dai due ETF High Yield.
La Equity Line di “Obiettivo Rendita” è quella di colore verde in figura 4. Il rischio è del 4% annuo, mentre il guadagno annuale è del 3% e l’orizzonte temporale di circa 4 anni. Non dimentichiamo che i due ETF High Yield contribuiscono con un flusso cedolare con un valore medio del 1.5% sul capitale investito, portando il rendimento di portafoglio al 4.5%

In Conclusione
In una scatola di montaggio LEGO, forse quello che ha veramente pregio è il libretto con le istruzioni di montaggio, al suo interno è presente la magia che permette di passare da un cumulo di mattoncini ad una piccola opera d’arte. L’approccio Core – Satellite aiuta chi vuole scrivere le istruzioni per comporre un portafoglio e i due portafogli visti ne sono un esempio.
“Obiettivo Rendimento” e “Obiettivo Rendita” sono complementari tra loro e potrebbero convivere insieme all’interno di un portafoglio di un investitore. Un esempio interessante è quello di realizzare una staffetta per chi vuole costruirsi una rendita integrativa per il periodo pensionistico: si inizia nei primi anni con Obiettivo Rendimento, lavorando sulla crescita del capitale, poi con il passare degli anni il Satellite Sect riduce la sua dimensione a vantaggio di Stabilizzato, trasformando il portafoglio a “Obiettivo Rendita.”

Per approfondire il concetto sulla strategia Core – Satellite e di come applicarlo tramite gli ETF, consiglio la lettura del seguente articolo, tratto dal sito di justETF, Come attuare la strategia Core Satellite con gli ETF, mentre sui portafogli modello trovi maggiori informazioni in questi articoli:
Buon trading a tutti!
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