Il 26 giugno 1988 ci fu un volo dimostrativo del nuovissimo aeromobile da trasporto commerciale Airbus A320. Il progetto era di quelli importanti, l’industria aeronautica europea unì le proprie forze e competenze per affacciarsi nel segmento di mercato più difficile, dominato dai prodotti dei costruttori statunitensi. L’obiettivo era ambizioso, la fase di progettazione e di sperimentazione furono fondamentali per garantire al A320 delle caratteristiche migliori di quelle dei suoi avversari, ponendo le basi di quello che poi fu un successo mondiale.
Il volo prevedeva di sorvolare la pista dell’aeroporto di Mulhouse-Habsheim durante un Air Show, per pubblicizzare il nuovo modello entrato in servizio da poco. Fu impiegato un A320 consegnato all’Air France solo 2 giorni prima, in pratica si trattava del primo battesimo del volo in condizioni reali, con passeggeri a bordo e operato da una compagnia aerea. Fu un disastro. A causa di una manovra mal impostata, l’aeromobile impattò gli alberi poco dopo il passaggio sopra la pista, finendo nella vegetazione davanti alle telecamere delle televisione, con un ritorno di immagine pesante per il costruttore europeo.
La storia dell’A320 deve far riflettere su come iniziare l’operatività possa avere dei risvolti imprevisti, anche se si sono messe in campo tutte le risorse che si dispone. I nostri portafogli affrontano lo stesso rischio ogni volta che escono dalla fase di sperimentazione ed entrano nel mondo reale.
Negli investimenti e nel trading si fa un ampio uso delle simulazioni, una metodologia necessaria per studiare e analizzare il comportamento delle nostre strategie. Più in dettaglio, con backtest ci si riferisce ad una simulazione che utilizza le serie storiche. La validità di un backtest risiede nell’ipotesi che gli avvenimenti passati possano ripetersi e che in situazioni simili i Trading Systems restituiscano gli stessi risultati. La critica che si riceve spesso è che i risultati del passato non sono garanzia di successo per il futuro, ma disporre di una strategia che ha funzionato bene fino ad ora è pur sempre un buon inizio.
Eseguire un backtest deve essere un passaggio obbligatorio durante la fase di progettazione di una strategia, così da comprenderne il funzionamento ed avere il giusto grado di confidenza, ma la vera prova del nove sarà quando il portafoglio sarà messo alla prova dei mercati: uno strumento si può dimostrare poco liquido da acquistare, la nostra banca può porre dei limiti o dei costi non previsti, la nostra emotività può compromettere l’applicazione del Trading System.
Progettare Europe United
Qualche giorno prima del Natale 2019, pubblicai per la prima volta un mio portafoglio di investimento. Sono molto affezionato a questa mia “opera”, è il primo che progettai con consapevolezza, fissando a priori gli obiettivi e vincoli, applicando le nozioni teoriche apprese durante il corso con gli ETF / ETC di Gabriele Bellelli.
Il portafoglio, che battezzai Europe United, nacque con l’idea di un investimento di tipo obbligazionario, con una strategia statica e ad accumulo, con l’obiettivo di minimizzare l’impegno per seguirlo e con una volatilità ridotta per dormire sonni tranquilli. Decisi di condividerlo con la community quasi per gioco, inaspettatamente riscosse un discreto interesse con molti utenti che mi chiesero informazioni sulle sue caratteristiche e come fosse possibile replicarlo. Credo che sia cosa gradita riportare come si è comportato Europe United e quali sono state le sue performance in questi ultimi 12 mesi.
Prima di tutto, vorrei riepilogare le caratteristiche salienti di Europe United:
- Obiettivo protezione del capitale.
- Paniere composto dalle 3 principali asset class: liquidità, titoli di stato, azionario.
- Area geografica di riferimento Europa (sia Eurozona che non)
- investimento tramite ETF, scelti tra quelli ad accumulo, non a leva e con posizioni long
- investimento in un unica soluzione
- ribilancimento annuale il primo giorno borsistico di marzo.
- capitale minimo consigliato di 10°000€
gli indici di riferimento e i relativi ETF sono i seguenti:
- Obbligazionario Titoli di Stato Eurozona 1-3 anni (iShares CSBGE3.MI)
- Obbligazionario Titoli di Stato Eurozona 7-10 anni (iShares EM710.MI)
- Europe Stoxx 600 (Lyxor MEUD.MI)
Quest’ultimo l’ho preferito ad un EuroStoxx per comprendere anche l’azionario svizzero e inglese. Per la scelta delle quote, misi a punto un programma di ottimizzazione scritto in Excel VBA che, variando i pesi dei 3 ETF, ricerca la soluzione con il miglior rapporto rendimento / massimo DrawDown (che mi piace chiamare Oscar rischio-rendimento!).
Analizzare la strategia
Per questi asset sono disponibili delle serie storiche molto profonde che partono dal 2007, questo mi ha permesso di testare il portafoglio in un ampio ventaglio di situazioni, come la crisi dei mutui subprime (2008-2009) e quella del debito sovrano (2010-2011). Il risultato è mostrato in figura, le quote del 56% per il CSBGE3, 38% per il EM710 e del 6% per MEUD portano ad un massimo DrawDown solo del 3,2%, un rendimento annualizzato del 3,8%, con un rapporto rendimento-rischio del 1.20, un valore di tutto rispetto.

Questo quanto analizzato nel dicembre 2019, dopo aver affrontato le fasi di progettazione e di analisi del portafoglio, basandosi esclusivamente sulle simulazioni del passato. Come nella storia dell’Airbus A320, è soltanto con l’accensione della strategia che si vedrà se tutto funziona a dovere, anche dettagli che sembrano trascurabili come inserire gli ordini a mercato tramite il proprio broker. Quindi, vediamo cosa è successo alla prova del fuoco: non c’è stato anno migliore del 2020 per testare dal vivo un portafoglio che si è posto come obiettivo un basso livello di stress emotivo!
Alla prova dei fatti

Chi avesse investito a fine 2019 su Europe United (e il sottoscritto lo ha fatto con i propri risparmi), avrebbe ottenuto un rendimento del 1% che, a fronte di una inflazione negativa in Italia per il 2020, si traduce in una leggera rivalutazione del capitale investito. Il “costo” di vedere il proprio capitale garantito è misurato con la volatilità di portafoglio, che si è attestata su un 2,3% e con un drawdown del 4,8%. Questi valori sono peggiori rispetto a quelli trovati nella fase di backtest e, anche se giustificato dal periodo che ha visto una volatilità da ottovolante, consigliano di seguire una buona prassi di correggere i risultati ottenuti durante le fasi di progettazione e verifica con un fattore di sicurezza.
Conclusioni
Nel ciclo di vita di un portafoglio, Europe United si trova nella fase di piena attività, dopo aver passato la fase di progettazione, di verifica e di prova. Importante è mantenere un monitoraggio, non necessariamente assiduo, una frequenza di 6 o 12 mesi è sufficiente per controllare che la strategia continui a funzionare come previsto e se sia necessario affrontare un tagliando.
Per chi volesse consultare il mio post dove pubblicai il portafoglio, può farlo al seguente link Post Facebook (richiede l’iscrizione, gratuita, al gruppo privato di Gabriele Bellelli), mentre un ottimo approfondimento sui portafogli alla prova delle recessioni è disponibili nel blog di Portfoliocharts. Per finire, propongo anche la lettura di questo mio articolo sui backtest di portafoglio.
Buon investing a tutti!
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