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Dalla teoria alla pratica, come replicare Alpha Factor

Siamo pronti ad andare a mercato, nella quarta ed ultima puntata della serie dedicata agli indici fattoriali vedremo le scelte operative per implementare “Alpha Factor”

I fattoriali sono una particolare famiglia di indici che hanno sempre suscitato interesse nell’investitore, per la loro capacità intrinseca di poter sovraperformare il proprio indice di riferimento. Da qui è nata l’iniziativa di realizzare una serie di approfondimenti sul mondo degli indici fattoriali, che ha come obiettivo fornire una descrizione utile a comprenderne la natura e soprattutto di proporre un approccio operativo con una strategia di investimento che sia facilmente replicabile da tutti.

Volendo ricostruire le tappe percorse, nel primo articolo “un quarto di secolo di fattoriali” (disponibile agli indirizzi MP Investit e FB Advisor) abbiamo visto cosa sono gli indici fattoriali e di come si sono comportati negli ultimi 25 anni, mentre nel secondo articolo “una strategia rotazione sui fattoriali” (disponibile su MP Investit e FB Advisor) abbiamo introdotto il trading system “Alpha Factor” che lavora su un paniere di indici fattoriali. Andando ancora avanti, nel terzo appuntamento “analisi di un trading system – Alpha Factor” (disponibile su MP Investit e FB Advisor) abbiamo messo sotto stress il trading system, per conoscere meglio le sue caratteristiche, pregi e difetti inclusi, rispondendo alle domande più comuni che abbiamo ricevuto dai lettori. In questa quarta ed ultima parte andremo a chiudere il cerchio dedicandoci all’implementazione operativa, passando dalla teoria alla pratica.

Figura 1 – schema degli articoli su Alpha Factor

Anche in questa occasione Francesco Brancatisano e Maurizio Papi saremo coautori, per poter offrire ai lettori un servizio completo che comprende analisi fondamentale e tecnica.

Per assicurarti di usufruire degli approfondimenti futuri e della strategia operativa, ti invito a seguire i canali social degli autori:
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Se non avete avuto ancora l’occasione di leggere i precedenti appuntamenti non c’è nessun problema, questo articolo può essere letto indipendentemente dagli altri, anche se il nostro consiglio è di mettervi comodi e di dedicare del tempo alla lettura di questa serie, non ve ne pentirete!

Gli strumenti per operare

Abbiamo fino ad oggi narrato tutte le varie caratteristiche di Alpha Factor, manca però un dettaglio non di poco conto, ossia quali strumenti finanziari prediligere per coprire l’esposizione verso i 5 fattori? La nostra scelta ricade sull’universo degli ETF, prodotti che presentano una molteplicità di vantaggi, tra cui:

  • Efficienza nella replica degli indici sottostanti;
  • Costi di gestione contenuti;
  • Strumenti facilmente accessibili su Borsa Italiana a tutti i risparmiatori e investitori;

Gli ETF che andremo a scegliere dovranno rispondere a due particolari vincoli: la politica dei dividendi è ad accumulo; l’indice fattoriale replicato è a livello mondiale (non necessariamente MSCI).

Detto ciò, mettiamoci all’ opera e iniziamo a vedere quali sono gli ETF da prendere in considerazione fattore per fattore.

MOMENTUM

Fattore molto apprezzato dagli investitori, gli ETF confrontabili sono due:

iShares Edge MSCI World Momentum Factor UCITS ETF (Acc)
ISIN IE00BP3QZ825, Ticker IWMO

Xtrackers MSCI World Momentum Factor UCITS ETF 1C
ISIN IE00BL25JP72, Ticker XDEM

In termini di longevità i 2 strumenti sono praticamente identici; per volumi di scambio e masse in gestione (AUM) vince iShares, che la spunta anche in termini di liquidità. Xtrackers è leggermente più economico (0,25% annuo di Ter contro lo 0,30% del rivale). Performances, rischio e rapporto rendimento / rischio sono pressoché uguali, quindi visto che il nostro focus è attivo (compriamo e vendiamo più volte) consigliamo di privilegiare iShares, poiché il Ter maggiore sarà compensato da minori costi in termini di spread al momento dell’ acquisto/vendita.

QUALITY

Un indice proposto dai soliti iShares e Xtrackers, anche se ci sono ETF di altri emittenti che potrebbero entrare nel confronto. Possiamo dunque scegliere tra:

iShares Edge MSCI World Quality Factor UCITS ETF (Acc)
ISIN IE00BP3QZ601, Ticker IWQU

Xtrackers MSCI World Quality Factor UCITS ETF 1C
ISIN IE00BL25JL35, Ticker XDEQ

Fidelity Global Quality Income UCITS ETF
ISIN IE00BYXVGZ48, Ticker FGQI

WisdomTree Global Quality Dividend Growth UCITS ETF USD Acc
ISIN IE00BZ56SW52, Ticker GGRA

Vediamo prima di tutto il confronto tra Xtrackers e iShares: anche qua i due si equivalgono in quanto a longevità, mentre in termini di liquidità vince iShares. Per il resto vale lo stesso discorso di prima, ossia Xtrackers ha un Ter leggermente più basso (0,25% contro lo 0,30% di iShares), mentre performances e rischio si equivalgono. Come in precedenza, per gli stessi motivi preferiamo iShares.

Per quanto riguarda WisdomTree, esso ha fatto leggermente meglio di iShares e Xtrackers, sia a livello di performances che di rapporto rendimento / rischio, tuttavia va ad aggiungere al fattore Quality un’altra condizione, quella dei dividendi in crescita, può quindi andare per certi versi oltre il solo fattore Quality. Oltre a ciò costa più in termini di Ter (0,38%) e ha maggiori costi di iShares (spread più elevati), motivo per cui pur non disprezzandolo assolutamente, continuiamo a preferire Ishares.

Discorso a parte per Fidelity che, anche se per certi versi risponde ai requisiti nei canoni, è a distribuzione dei proventi. Dal momento che in questa strategia cerchiamo di focalizzarci su prodotti ad accumulo per massimizzare l’ efficienza operativa, ci sentiamo di lasciarlo come seconda scelta.

EQUAL WEIGHTED

La situazione sul fattoriale “Equal Weighted” è la più difficile da gestire, poiché su Borsa Italiana è disponibile solo il seguente prodotto:

iShares Edge MSCI World Size Factor UCITS ETF
ISIN IE00BP3QZD73, Ticker IWSZ

Questo ETF replica i titoli azionari a media capitalizzazione, escludendo di fatto i titoli big e le small cap, pertanto utilizzarlo come rappresentante di “equal weighted” introduce un discostamento che può influenzare i risultati complessivi del nostro portafoglio. Volendo cercare una alternativa, si potrebbe valutare questo ETF:

Xtrackers S&P 500 Equal Weight UCITS ETF 1C
ISIN IE00BLNMYC90, Ticker XDEW

La correlazione tra l’indice MSCI World e S&P 500 è sempre stata forte, applicare questo fattore sull’indice a stelle e strisce può essere lecito.

VALUE

Per questo fattore ci ritroviamo anche in questo caso con le proposte di iShares e di Xtrackers:

iShares Edge MSCI World Value Factor UCITS ETF
ISIN IE00BP3QZB59, Ticker IWVL

Xtrackers MSCI World Value Factor UCITS ETF 1C
ISIN IE00BL25JM42, Ticker XDEV

Le considerazioni fatte per momentum e quality sono sempre valide, con una nostra preferenza su iShares.

MINIMUM VOLATILITY

Qua abbiamo oltre ai soliti iShares e Xtrackers, anche un interessante prodotto firmato Credit Suisse, più recente, che unisce al fattore minimum volatility una struttura equal weighted e una scrematura Esg.

iShares Edge MSCI World Minimum Volatility UCITS ETF USD (Acc)
ISIN IE00B8FHGS14, Ticker MVOL

Xtrackers MSCI World Minimum Volatility UCITS ETF 1C
ISIN IE00BL25JN58, Ticker XDEB

CSIF (IE) MSCI World ESG Leaders Minimum Volatility Blue UCITS ETF B USD
ISIN IE00BMDX0M10, Ticker WDMVO

Peccato che l’ ETF di Credit Suisse non sia sufficientemente liquido per poterlo prendere in considerazione, ma ce lo annotiamo per monitorarlo in futuro. Restano i soliti iShares e Xtrackers e valgono gli stessi aspetti descritti in precedenza per gli altri fattori, i quali ci spingono a preferire iShares.

In linea generale, i prodotti di iShares e quelli di Xtracker sono equiparabili. Tuttavia, Xtracker presenta un costo annuale leggermente minore (indicativamente del 0,05% annuo), ma iShares ha dalla sua parte uno spread decisamente più contenuto, che lo favorisce nelle fasi di acquisto e vendita. Come scritto in precedenza, per una strategia attiva come “Alpha Factor”, è meglio prediligere gli ETF liquidi e con bassi spread, anche se le rotazioni di portafoglio sono minime nell’arco di un anno, lasciando gli Xtracker a strategie più passive come i PAC e i “Lazy Portfolio”, dove il costo annuale può fare la differenza.

Riepilogando, gli ETF scelti sono:

  • IWMO, Momentum
  • IWQU, Quality
  • IWSZ, Equal Weighted
  • IWVL, Value
  • MVOL, Minimum Volatility

Non solo ETF

Terminiamo a questo punto l’ approfondimento con qualche riflessione sull’ aspetto fiscale: abbiamo detto in più occasioni che fondi ed ETF sono nella legislazione italiana strumenti fiscalmente inefficienti, in quanto producono redditi di capitale e dunque non permettono attraverso le plusvalenze realizzate tramite essi di compensare eventuali minusvalenze pregresse. Su questo purtroppo c’è poco da fare in quanto non dipende da noi bensì dal fisco italiano; tuttavia ci sentiamo di sottolineare 3 aspetti su cui riflettere:

  1. pare sia allo studio un provvedimento legislativo che vada nella direzione di superare tale inefficienza, per far sì che cedole/dividendi e plusvalenze di fondi/ETF vengano in futuro considerate come redditi diversi. Non è dato sapere se e quando ciò avverrà, ma ciò costituirebbe senza dubbio un ottimo passo avanti.
  2. Per ovviare all’ attuale inefficienza fiscale degli ETF si potrebbe considerare di valutare un altro tipo di strumento, che svolge sempre un ruolo da replicante, ossia i certificati benchmark. La cattiva notizia è che sugli indici fattoriali non sono presenti ad oggi certificati benchmark, tuttavia è utile tenere in mente questo aspetto, perché magari arriveranno soluzioni di questo tipo in futuro, a quel punto non ci faremo trovare impreparati.
  3. L’ultima frontiera dell’investimento è il “Direct Indexing“, un approccio all’investimento che coinvolge l’acquisto diretto degli strumenti finanziari che compongono l’indice di interesse. Negli USA, la forte digitalizzazione dei broker ha abbassato molto la soglia di accesso il “Direct Indexing”, rendendolo uno strumento adatto anche agli investitori retail e che vede un forte aumento delle masse gestite. In Italia si sta parlando molto di questa nuova formula e non si esclude che a breve farà la sua comparsa anche nel nostro paese, dove le caratteristiche di efficienza fiscale e di fedeltà nella replica renderanno il “Direct Indexing” ad un sicuro interesse.

Conclusione

Chi ha avuto la pazienza e l’interesse di seguirci fino a questo punto, può affermare di avere in mano tutte le informazioni per poter replicare il proprio il portafoglio “Alpha Factor” ed eventualmente tutti gli spunti per creare una propria versione. In un prossimo articolo analizzeremo anche come poter sfruttare “Alpha Factor” all’interno di un portafoglio più ampio, sfruttando la sua natura da “Satellite”.

Nei prossimi mesi, vi terremo aggiornati sulle performance reali di “Alpha Factor” e qual è di volta in volta il fattoriale da tenere in portafoglio.




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